Sogni di gloria: sei racconti di sport con Giorgio Porrà su Sky Arte e Now

Non si smette mai di raccontare lo sport e i suoi protagonisti e, nell’anno dei copiosi successi dello sport italiano, Sky non è da meno e propone da oggi, 7 settembre, nella prima serata di Sky Arte, la serie Sogni di gloria, ideata dal giornalista di Sky Sport e storyteller Giorgio Porrà.

Al centro del racconto vi saranno sei grandi sportivi del passato, con alcuni nomi meno celebrati dalla narrativa, ma che hanno lasciato una grande impronta sia nella storia della propria disciplina, sia della società. Nei primi due appuntamenti, entrambi in onda questa sera, si racconteranno Vittorio Pozzo e Ondina Valla.

Pozzo è stato l’allenatore dei Mondiali del 1934 e del 1938 e dell’oro olimpico del 1936, con questi successi offuscati dall’ombra del Fascismo. Per questo, terminata la Seconda Guerra Mondiale, il decano dei commissari tecnici della Nazionale, in carica consecutivamente dal 1929 al 1948, fu messo ai margini dalle istituzioni calcistiche di cui aveva fatto parte. La lapide sulla sua tomba recita: “Vive nel futuro, dove l’azzurro delle maglie diventa l’azzurro dei cieli. Il commissario tecnico che ha vinto tutto nel periodo sbagliato“.

Valla è stata, invece, la prima donna italiana a conquistare un oro olimpico negli 80 metri ostacoli, nel 1936. Di lei si ripercorreranno i primi successi ottenuti già alle scuole elementari fino all’exploit dei Giochi di Berlino, in cui si trovò a fronteggiare l’amica e rivale Claudia Testoni. Entrambe, poi, si sono opposte alle convinzioni della Chiesa e del Regime, che non vedevano di buon occhio lo sport al femminile.

Negli altri appuntamenti si racconteranno le storie di Nedo Nadi, che ai Giochi di Anversa del 1920 sarà il primo e unico schermidore a trionfare con tutte e tre le armi, di Duilio Loi, pugile campione del mondo dei pesi welter junior dal 1960 al 1963 e fra i primi sportivi italiani a fare da testimonial per una pubblicità, di Renzo Pasolini, appassionato motociclista che, al culmine della carriera, morì in un drammatico incidente di gara al GP Nazioni di Monza del 1973 insieme al collega Jarno Saarinen, ed Ercole Baldini, ciclista capace di vincere ogni titolo possibile in strada e su pista dal 1956 al 1958.

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