Il Martin Eden col volto di Luca Marinelli arriva su Rai3

Domenica 12 settembre, alle ore 21:20, va in onda in prima visione su Rai3 il film drammatico Martin Eden, diretto da Pietro Marcello nel 2019 e liberamente tratto dall’omonimo romanzo, in parte autobiografico, di Jack London (edito nel 1909).

Il lungometraggio è stato presentato in concorso alla 76ª edizione del Festival di Venezia aggiudicandosi la Coppa Volpi per la Miglior interpretazione maschile e conferita all’attore protagonista Luca Marinelli. La pellicola ha inoltre ricevuto un David di Donatello (nell’edizione 2020) per la Migliore sceneggiatura non originale.

In una Napoli che appare senza tempo Martin Eden (Luca Marinelli) è un giovane e coraggioso marinaio di modeste origini che, un giorno, si ritrova a salvare da una brutale aggressione il giovane Arturo Orsini (Giustiniano Alpi), figlio di un industriale ed esponente della borghesia. La vittima, per ringraziarlo, lo invita nella sua residenza e qui Martin fa la conoscenza di Elena (Jessica Cressy), la bella sorella del ragazzo, e se ne innamora all’istante.

Il desiderio di essere all’altezza di Elena porta Martin a istruirsi con letture di ogni tipo, cercando di colmare rapidamente i limiti della propria licenza elementare. Inoltre questa fame di sapere induce il marinaio a rendersi conto del proprio interesse letterario spingendolo a coltivare il proprio talento che, tuttavia, non viene subito riconosciuto nelle redazioni a cui sottopone i suoi scritti.

Grazie all’aiuto di Russ Brissenden (Carlo Cecchi), un vecchio erudita e suo mentore, Martin si avvicina a intellettuali socialisti e la loro visione del mondo lo porterà a riflettere circa il tradimento che vuole compiere verso le proprie origini e ad entrare inevitabilmente in conflitto con Elena ed il suo mondo borghese…

Come già il romanzo anche il film affronta tematiche quali il rapporto tra classi sociali o la contrapposizione tra individualismo e socialismo e lo fa inserendoli nella storia di un uomo che tenta di formarsi da autodidatta, attraverso la conoscenza di chi incrocia nella sua vita, e affermando che nella cultura è racchiusa la più alta forma di emancipazione.

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