Yalda: il film dove la condanna a morte o il perdono passano attraverso uno show in Tv

Il film drammatico Yalda (A Night for Forgiveness) è la proposta in prima visione che Sky Cinema Due trasmette giovedì 16 settembre alle ore 21:15 (oltre ad essere disponibile in streaming su NOW). La pellicola, premiata per la categoria Miglior film straniero al Sundance Film Festival del 2020, è stata diretta dal regista Massoud Bakhshi e prende spunto da un reality show in onda in Iran.

Durante la sera del solstizio d’inverno (che coincide con una festività nota come Yalda) a Teheran inizia una nuova puntata dello show televisivo chiamato Joy of ForgivenessIn studio giunge ammanettata, dopo aver trascorso 15 mesi di carcere, la giovane ventiduenne Maryam (Sadaf Asgari), rea di aver ucciso accidentalmente Nasser, il marito sessantacinquenne, e per questo accusata di omicidio e costretta a pagare la sua colpa con la morte.

Tuttavia il sistema giudiziario iraniano prevede che la famiglia della vittima possa concedere il perdono e trasformare la pena di morte in una riduzione della condanna detentiva, alla quale si associa il pagamento di un debito pari al “prezzo del sangue”.

Maryam decide di partecipare allo show proprio per chiedere perdono e ottenere clemenza da Mona (Behnaz Jafari), la figlia di Nasser. Sotto l’arbitrio di Omid (Arman Darvish), il presentatore del programma, le due donne vengono messe l’una di fronte all’altra e iniziano a ripercorrere il passato, tra rivelazioni e sorprese, fino ad arrivare allo scontro sempre sotto gli occhi vigili del pubblico che, con un sms, può esprimersi circa la colpevolezza di Maryam o, addirittura, decidere che siano gli sponsor a pagare il “debito di sangue” della donna…

Bakhshi pone il perdono, inteso come occasione di crescita individuale e collettiva, al centro del suo lavoro ma lo immerge in una ambientazione paradossale, quella del mondo della TV, dove non ci si fa scrupoli nel calpestare la dignità delle persone (al punto da quantificare il “prezzo” di una vita secondo le regole dell’audience) e così quello che, almeno in linea teorica, potrebbe essere considerato un “processo di catarsi” si rivela mero showbiz.

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