Stigma invisibile: Discovery+ impegnata nella Giornata Mondiale contro l’AIDS

Il 1° dicembre, in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS, su discovery+ arriva Stigma invisibile, lo speciale sull’HIV che affronta la patologia grazie alle testimonianze di protagonisti che, ogni giorno, convivono con il virus e con lo stigma che è ancora molto presente e, spesso, è più difficile da gestire rispetto al virus stesso.

Nel 1981 la scienza aveva pochi strumenti per evitare il dilagare del virus e dello stigma ad esso legato. Nel 2021 le terapie e l’accesso alle stesse sono alla portata di tutti (almeno nel Primo Mondo), ma il giudizio verso chi è HIV+ è più radicato che mai. In 40 anni si è imparato a gestire un virus e ad annientarlo (come si racconta nello speciale), ma per smantellare lo stigma serve ben più di una pastiglia.

Quanto può essere difficile rivelare di avere l’HIV? Come gestire l’amore e il desiderio di una famiglia dopo una diagnosi da HIV? Una madre HIV positiva può dare alla luce un figlio negativo? Di questi e tanti altri temi ne parlano persone vere, in maniera diretta, nuova, emozionante senza filtri e soprattutto senza autocommiserazione. Stigma Invisibile racconta i 40 anni dell’HIV in un percorso intenso e corale, che accompagna lo spettatore verso una nuova visione del virus e ricorda che la corretta informazione è – da sempre – l’arma più potente a disposizione.

Ma cosa ricordano i giovani HIV+ degli anni ’80 e ’90? E cosa hanno provato davanti alla diagnosi? Sono proprio loro a spiegare come, dopo il primo momento di spaesamento, oggi vivono una vita piena e normale, arrivando a negativizzare il virus nel loro organismo, impedendo così allo stesso di trasmettersi ad altri. L’importanza del test, di una diagnosi precoce e delle nuove terapie sono tutti strumenti fondamentali nell’abbattimento del numero di nuovi contagi. Resta ancora da risolvere il fardello di portare dentro di sé, sebbene silente, un virus a trasmissione sessuale fra i più colpevolizzanti al mondo. Lo stigma, ancora oggi, è evidente nel fatto che alcuni HIV+ decidano di non mostrarsi perché spaventati dalle reazioni di amici e familiari, e dalla preoccupazione di perdere il lavoro.

Nello speciale le voci di: Daniele Calzavara (Check Point Milano); Giulia, un’avvocatessa rimasta incinta a 14 anni, scoprendo così di aver contratto l’HIV; Christian, un papà di due bambine, oggi sposato; Massimo Cernuschi, infettivologo dell’Ospedale San Raffaele e Presidente di A.S.A. Onlus – Associazione Solidarietà AIDS.; Anna De Bona, infettivologa presso Ospedale San Paolo; Giorgia Fracca, psicoanalista e psicoterapeuta, Giovanni Gaiera, infettivologo e Responsabile della Comunità  Cascina Contina; Paolo Meli, Presidente C.I.C.A. – Coordinamento Italiano Case Alloggio per persone con Hiv/Aids; Jonathan Bazzi, finalista Premio Strega 2021.

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