The Good Mothers: il cast della serie Disney+ sulle donne che hanno combattuto la ‘Ndrangheta

Cambiano le piattaforme ma la serialità italiana non può prescindere dal raccontare il lato più crudo del nostro Paese, rappresentato dalla criminalità organizzata. Così, oggi è stato annunciato il cast di The Good Mothers, la nuova serie italiana di Disney+ le cui riprese sono attualmente in corso di svolgimento tra Milano, Roma, Reggio Calabria e la sua provincia.

Per l’appunto è la ‘Ndrangheta, l’organizzazione mafiosa calabrese, ad essere raccontata in questa serie basata sull’omonimo romanzo di Alex Perry e tradotto in sceneggiatura da Stephen Butchard.

Protagoniste principali della serie saranno Gaia Girace nel ruolo di Denise Cosco, Valentina Bellè nei panni di Giuseppina Pace, Barbara Chichiarelli in quelli di Anna Colace, Francesco Colella nella parte di Carlo Cosco, Simona Distefano in quella di Concetta Cacciola, Andrea Dodero nel ruolo di Carmine e Micaela Ramazzotti nella parte di Lea Garofalo.

Si tratta di un’opera corale e sfaccettata, diretta da Julian Jarrold, che racconta la storia vera di tre donne, cresciute all’interno delle più feroci e ricche cosche della ‘Ndrangheta, che decidono di collaborare con una coraggiosa magistrata e di combattere contro le loro stesse famiglie per conquistare il diritto di sopravvivere e di garantire un futuro dignitoso per sé e per i loro figli.

Protagonista della serie è la pubblico ministero Anna Colace, che ha l’intuizione di voler combattere la ‘Ndrangheta facendo leva sulle sue donne, mogli o madri dei boss, spesso marginalizzate con oppressione e violenza dal sistema patriarcale che caratterizza quest’organizzazione. La vicenda ha inizio con la scomparsa di Lea Garofalo, che aveva testimoniato contro il marito Carlo Cosco per sfuggire a quel mondo e per assicurare alla figlia Denise una vita lontana da quell’ambiente. Le indagini della PM si allargano ed emergono le storie di Giuseppina Pesce e Concetta Cacciola, due donne diverse ma legate dallo stesso passato, vissuto in un contesto di oppressione.

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