La vita nascosta – Hidden life: su Disney Plus una storia di guerra e di un vero martire

Dopo averlo visto lo scorso maggio su Sky e Now, il film biografico La vita nascosta – Hidden Life per la regia di Terrence Malick arriva oggi, venerdì 29 aprile, nel catalogo di Disney+.

Il film, ambientato in Austria a partire dal 1938, narra la vita di Franz Jägerstätter (August Diehl), un contadino che, insieme alla moglie Franziska, detta Fani (Valerie Pachner), e le loro 3 figlie, vive in maniera semplice nel piccolo villaggio di St. Radegund.

In seguito allo scoppio della guerra e l’arrivo delle truppe naziste in paese, Franz si oppone fermamente all’Anschluss (l’annessione dell’Austria alla Germania) e si rifiuta di giurare fedeltà a Hitler e al Terzo Reich. Questa netta presa di posizione gli costa dapprima l’emarginazione sociale da parte dei suoi compaesani (che considerano quel giuramento la mera recitazione di una formula retorica senza comprenderne il vero significato) e in seguito l’arresto.

Durante la lunga prigionia (nel corso della quale gli viene rinnovata, invano, la possibilità di sottoscrivere il giuramento di fedeltà) Franz trova forza nell’amore e nel sostegno della sua compagna (che ne accetta anche il supremo sacrificio) oltre che nella sua irriducibile fede.

Infine, dopo mesi di violenta carcerazione, l’uomo viene sottoposto a processo e, in quanto colpevole di tradimento, condannato a morte e ghigliottinato, all’età di 36 anni, nell’agosto del 1943.

Muore da uomo libero dopo aver portato sulle spalle il male, aver incassato ingiurie e preso botte seguendo l’esempio di Cristo durante la via Crucis. Un martire del nazismo che, nel 2007, è stato beatificato da papa Benedetto XVI.

In questo difficile dramma storico, inserito nel contesto rurale, Malick torna a celebrare la natura e ne trasfigura la sua meraviglia (fatta di prati verdi, cieli immensi, nuvole corpose, montagne solide e frutti della terra) in una sorta di Eden che, similmente a quello biblico, viene sconvolto e infettato dal veleno dell’odio e dell’alienazione. La natura inoltre si sostituisce ai campi di battaglia così che l’unico conflitto portato in scena diventa quello giocato tra moralità/etica e legalità/potere.

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