BBC chiude BBC Four, CBBC e spinge per lo streaming: “il 75% degli spettatori verrà da iPlayer”

In un periodo nel quale le piattaforme online sono ormai alla portata di tutti, in Inghilterra BBC, editore pubblico nazionale, sta per operare un taglio importante alla propria lista di canali nazionali nell’ottica di compiere, se vogliamo, una piccola ma significativa “rivoluzione” per la televisione, non solo britannica.

Il direttore generale della società, Tim Davie, ha infatti annunciato che due emittenti edite dalla società termineranno le emissioni. Ad abbandonare le frequenze saranno BBC Four, canale prevalentemente destinato a repliche, e CBBC, con una programmazione interamente destinata ai ragazzi.

Mentre la chiusura di BBC Four era attesa e per certi versi fortemente voluta, quella di CBBC è stata un’importante sorpresa. Il canale è infatti noto per il suo palinsesto ricco di programmi educativi che, come successo anche in Italia sui canali di Rai Ragazzi, durante la pandemia hanno avuto un ruolo sicuramente non marginale per coloro che non potevano frequentare la scuola.

I tagli riguarderanno anche altri dipartimenti della società pubblica: BBC Radio 4 Extra verrà chiusa, sarà riorganizzato il comparto delle news local e molte servizi offerti al pubblico saranno trasferiti online.

Sebbene l’obiettivo primario sia quello di ridurre i costi, mossa dovuta ai continui tagli al budget che l’azienda subisce anche per via di pressioni politiche, Davie vede l’operazione come un’opportunità per spingere l’editore verso un significativo cambiamento, orientandolo al digitale in modo da poter rimanere competitivo nel futuro e continuare ad offrire contenuti di qualità.

C’è un obiettivo che l’attuale direttore generale vuole raggiungere: il 75% degli spettatori settimanali dovranno provenire dai servizi streaming di iPlayer, la piattaforma equivalente all’italiana Rai Play.

Il tutto avrà ovviamente un impatto sul personale che, nei prossimi anni, dovrebbe subire un taglio di circa 1000 unità. Da un punto di vista economico invece la mossa permetterebbe all’azienda di risparmiare oltre 500 milioni di sterline l’anno, una parte delle queli verranno reinvestite per sviluppare il nuovo approccio digital first.

“Quando ho accettato questo lavoro ho detto che dovevamo lottare per qualcosa di importante: i contenuti del servizio pubblico e i servizi, disponibili gratuitamente per il bene di tutti. Questa battaglia si sta intensificando, la posta in gioco è alta.” dichiara Davie. “Questo è il momento di costruire una BBC orientata al digitale. Qualcosa di gunuinamente nuovo. […] Per farlo dobbiamo evolvere più velocemente e abbracciare gli enormi cambiamenti del mercato che ci circonda.”

La mossa della BBC appare in netta controtendenza a quanto accade altrove, ad esempio in Italia, dove i canali lineari sono ancora ampiamente privilegiati rispetto alle soluzioni digitali. Ultimamente il bouquet delle emittenti si è addirittura arricchito con l’arrivo di TwentySeven e nulla sembra far pensare ad un possibile trasferimento della tv su piattaforme digitali. Basti pensare che il solo gruppo di canali a diffusione nazionale Rai è quasi il doppio di quelli attuali della BBC (15 a 8).

Inoltre, siti come Mediaset Infinity e/o RaiPlay ad oggi vengono perlopiù destinati a fungere esclusivamente da contenitori di programmi o contenuti già visti in tv, ospitando solo sporadicamente qualche anteprima, e risultano abbastanza carenti di materiale inedito ed esclusivo. Da noi la strada per una transizione, anche graduale, allo streaming come quella che ha intenzione di iniziare la BBC, ora come ora, sembra pura utopia.

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