Mondiali di calcio 2022 e Tg serali in conflitto, la Rai seguirà l’esempio di TF1 in Francia?

Si avvicinano i Mondiali di calcio 2022 che si svolgeranno in Qatar nell’inedita finestra invernale che va dal 21 novembre al 18 dicembre, con le partite che sono fissate negli orari (italiani) delle 11, 14, 16, 17 e 20:00, a seconda delle varie giornate. Per l’Italia, assente d’eccellenza della competizione, i diritti Tv sono interamente in esclusiva alla Rai.

Proprio per le partite in programma alle ore 20, slot che nella maggior parte delle televisione europee è dedicato alla messa in onda dell’edizione serale dei telegiornali, si pone il problema del conflitto tra calcio e informazione. Certamente non inedito, in quanto in passato altre competizioni si sono accavallate in diretta negli stessi orari.

Conflitto che in ogni caso non farà felice il Tg1, attualmente diretto da Monica Maggioni già alle prese con malumori interni, che dovrà mettere mano a scalette e turnazioni e ricorrere a dei compromessi. Tenendo conto del pre-partita e delle varie pubblicità a peso d’oro che precedono i match, nelle giornate in cui Rai1 sceglierà di proporre il match delle ore 20, il Tg1 dovrà partire alle ore 19,30 o prima, accontentandosi di un’edizione estremamente ridotta. A subire cambiamenti saranno anche i programmi precedenti, cioè il quiz del preserale e La Vita in Diretta.

Altra alternativa per il Tg1, molto improbabile, è un’edizione flash tra primo e secondo tempo, cioè attorno alle ore 20:50, che però andrebbe a scapito della raccolta pubblicitaria. Questa soluzione tra i due tempi di gioco è spesso percorsa in Germania dove la pubblicità è poca se non assente.

A far scuola, probabilmente, sarà invece l’esempio francese. La rete commerciale TF1, che detiene i diritti Tv di 28 partite, di cui 12 previste proprio nello slot delle ore 20, ha deciso che annullerà la classica edizione del telegiornale serale in favore di un notiziario molto breve che precederà il fischio d’inizio, attorno alle ore 19:40.

A svelarlo è stato L’Equipe, che ha anche fatto trapelare la cifra richiesta a chi volesse investire in spot pubblicitari: 330.000 Euro per 30 secondi di spot, in netto aumento rispetto ai Mondiali di calcio 2018 che si sono svolti in Russia, quando il tariffario prevedeva un costo di 280.000 Euro.

La Rai sarà chiamata a fare una scelta tra logiche commerciali come quelle di TF1, favorendo il posizionamento e la raccolta della pubblicità, oppure di servizio pubblico, andando a trasmettere il Tg1 nello spazio più di appeal a discapito della pubblicità che ripaga i costosi Mondiali di calcio. Discorso similare per le partite destinate a Rai2, con il Tg2 delle ore 20,30 che dovrà anticipare di un’ora, ricorrere a un flash d’intermezzo oppure posticipare di circa 1 ora e mezza.

Per quanto riguarda la concorrenza, tra le ore 20 e le 22, inizio e termine dei match, Mediaset avrà l’informazione del Tg5, che potrebbe approfittare del vuoto di Rai1 senza Tg1, poi però si troverà certamente in difficoltà con Striscia la notizia, che va in affanno contro il calcio. Nessun problema per la prima serata, che nel caso di Mediaset è già molto tardiva, a ridosso delle ore 22. Rai1 dovrà invece decidere se far partire tardi i suoi prodotti o se cavalcare il pubblico calcistico con un lungo post-partita.

Ruben Trasatti
Ruben Trasatti
Giornalista pubblicista. Fondatore di TeleNauta. Specialista in creatività, testardo, idealista. Vado a scovare gli ascolti dei canali europei, format e serie tv, anime giapponesi. Collaboro per il settimanale Telesette.

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