Esterno notte: i 55 giorni del rapimento di Aldo Moro nella serie evento in onda su Rai 1 e Rai Play

Nelle prime serate del 14, 15 e 17 novembre, Rai 1 propone ai suoi spettatori la serie evento Esterno notte, una produzione The Apartment e Kavac Film in collaborazione con Rai Fiction e ARTE France, diretta da Marco Bellocchio e scritta con Stefano Bises, Ludovica Rampoldi e Davide Serino. I primi due episodi della sono già disponibili su Rai Play.

Presentato in anteprima al Festival di Cannes lo scorso maggio e, successivamente, uscito nelle sale in due parti (la prima il 18 maggio e la seconda il 9 giugno), sulla Croisette è stato salutato da 10 minuti di applausi e ha ottenuto recensioni molto positive da parte della critica italiana ed internazionale. Esterno notte è il secondo lavoro di Marco Bellocchio a raccontare del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro dopo Buongiorno notte del 2003.

La trama

Come Buongiorno notte, Esterno notte è ambientato nel 1978, tra il 16 marzo (quando avvenne l’agguato di via Mario Fani, a Roma) e il 9 maggio (quando il suo corpo venne ritrovato nel cofano di una Renault 4 in via Caetani). In questo caso, però, non viene raccontata direttamente la prigionia di Aldo Moro (interpretato da Fabrizio Gifuni), all’epoca deputato e Presidente della Democrazia Cristiana, bensì tutto l’esterno e tutte le storie delle persone che furono coinvolte a vario titolo in quel sequestro: la famiglia, i politici, i preti, il Papa, i professori, i maghi, le forze dell’ordine, i servizi segreti, i brigatisti in libertà e in galera, persino i mafiosi, gli infiltrati.

Il giorno in cui avvenne quel rapimento, stava per insediarsi il quarto Governo guidato da Giulio Andreotti, il primo in Occidente ad essere sostenuto anche dal Partito Comunista di Enrico Berlinguer sulla base di un accordo politico portato avanti dallo stesso Aldo Moro. I 55 giorni di quel sequestro furono scanditi dalle lettere dello stesso Moro e dai comunicati dei brigatisti, fatti di paure, speranze, trattative, fallimenti e buone e cattive azioni, fino al tragico epilogo.

Il cast

Daniela Marra nei panni di Adriana Faranda – foto di Anna Camerlingo (da Ufficio Stampa)

Nel cast di Esterno notte, oltre a Fabrizio Gifuni, figurano anche Margherita Buy (Eleonora Chiavarelli, moglie di Aldo Moro), Tony Servillo (Giovanni Battista Montini, papa Paolo VI), Fausto Russo Alesi (Francesco Cossiga, allora Ministro dell’Interno), Gabriel Montesi (Valerio Morucci, brigatista), Daniela Marra (Adriana Faranda, brigatista), Paolo Pierobon (Cesare Curioni, religioso che lanciò un appello ai brigatisti affinché Moro fosse liberato), Fabrizio Contri (Giulio Andreotti), Gigio Alberti (Benigno Zaccagnini, allora segretato della Democrazia Cristiana) e Luca Lazzareschi (Franco Ferracuti, criminologo).

La trama dei primi due episodi

Episodio 1 – Aldo Moro

Fabrizio Gifuni nei panni di Aldo Moro – foto di Anna Camerlingo (da Ufficio Stampa)

Aldo Moro, in un sogno, immagina di essere stato appena liberato dalle Brigate Rosse e di vedere da lontano i suoi compagni di partito, Giulio Andreotti, Francesco Cossiga e Benigno Zaccagnini, attorno al suo capezzale, mentre fuori infuriano gli scontri di piazza.

In quel periodo, Moro sta lavorando per completare il compromesso storico tra la DC e il PCI, nonostante i tanti malumori espressi sia dalle correnti interne dell’allora primo partito italiano, sia dalle piazze, con le proteste studentesche che interessarono l’Università la Sapienza di Roma, sia dal Vaticano, con Paolo VI che espresse notevoli perplessità su questa scelta politica.

Intanto, quel 16 marzo, Adriana Faranda, Bruno Seghetti e Raffaele Fiori, membri della Colonna Romana delle Brigate Rosse, rapiscono Aldo Moro e uccidono tutti i componenti della sua scorta, mentre il Governo Andreotti IV sta per ottenere la fiducia alla Camera dei Deputati.

Episodio 2 – Il Ministro dell’Interno

Fausto Russo Alesi nei panni di Francesco Cossiga – foto di Anna Camerlingo (da Ufficio Stampa)

Francesco Cossiga, Ministro dell’Interno, è chiamato a presiedere il Consiglio di Guerra, anche se sembra sopraffatto dai sensi di colpa. Domenico Spinella, capo della DIGOS, vorrebbe coinvolgere anche alcuni esponenti del PCI nelle indagini, dal momento che molti di loro avrebbero fiancheggiato l’operato delle BR. I colonnelli del Consiglio, però, si oppongono a questo coinvolgimento.

Adriana Faranda viene riconosciuta da diversi testimoni come colei che avrebbe acquistato le finte divise da aviatore che sarebbero servite ai brigatisti per non dare troppo nell’occhio. Nei controlli a tappeto da parte della polizia, si arriva al covo di via Gradoli, dove sono nascosti Mario Moretti e Barbara Balzerani. Ma, dopo che non ricevettero alcuna risposta, desistono dall’intenzione di sfondare la porta.

Intanto, Steve Pieczcenik, consulente americano specializzato in rapimenti, suggerisce a Cossiga di screditare Moro in modo da aprire una trattativa con le BR e costringerle, successivamente, alla resa incondizionata. Quando, il 15 aprile 1978, viene annunciata la condanna a morte dell’ostaggio, Pieczcenik esorta Cossiga a pubblicare un finto comunicato dei rapitori nel quale viene annunciata l’uccisione di Moro e l’occultamento del suo cadavere in Abruzzo.

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