Odio il Natale: una love comedy per i single con Pilar Fogliati (recensione)

Se conoscete già Natale con uno sconosciuto e lo avete apprezzato, allora la nuova serie italiana Odio il Natale con protagonista Pilar Fogliati vi farà tornare in mente qualche piacevole ricordo. Quello di Lux Vide è infatti l’adattamento italiano di una love comedy (un po’ amara ma comunque divertentissima) dedicata a quei single che sotto le feste si ritrovano a fare lo slalom tra domande e richieste inopportune dei familiari.

“Ce l’hai il fidanzato? E il lavoro come va? Quand’è che…” e tante altre domande che ogni single si è trovato a dover affrontare durante pranzi e cenoni. E che puntualmente, sui social, tornano alla ribalta come oggetto di meme.

La Gianna portata in scena da Pilar Fogliati affronta tutto questo, ma anche di peggio. “Saprai cos’è la stanchezza solo quando avrai figli” – “Beata te che non c’hai niente da fare” – “Si dice zitella, non single” – “Io fossi in te congelerei gli ovuli”. Questi sono solo alcuni dei tremendi esempi che ascolterete durante Odio il Natale. Ma ricapitoliamo la trama.

Gianna (Pilar Fogliati) è un’infermiera single che ha 30 anni e che proprio per la sua condizione sentimentale a Natale si sente giudicata. Pensava di essere a buon punto nella vita, ma l’ex Francesco (Raniera Monaco di Lapio) si è risposato ed ha già avuto un figlio, lei è ferma da 3 anni e la famiglia le chiede il conto, a partire dalla severa madre Marta (Sabrina Peravicini) che bilancia il più accogliente papà Pietro (Massimo Rigo).

Stufa di tutte le pressioni e le domande inopportune, Gianna con coraggio annuncia a tutti: “alla Vigilia verrò accompagnata”. Peccato che abbia soltanto 24 giorni di tempo per trovarsi un uomo. Inizia così un tour de force con le sue migliori amiche, Titti (Beatrice Arnera) e Caterina (Cecilia Bertozzi), e la sorella Margherita (Fiorenza Pieri).

La “caccia all’uomo” ha inizio. Dopo un primo incontro casuale con un insegnante, prova con un pescatore, poi con l’imprenditore Carlo (Marco Rossetti) su una sedie a rotelle ma ben più coraggioso di Gianna. Niente da fare e allora arriva il turno di conoscere uomini su Tinder. Serata da sballo, discoteca, e si va a letto… con uno del liceo, Davide (Nicolas Maupas). Insomma, un disastro. Ma nel raccontarvi Odio il Natale, non andremo oltre.

Un vero punto di forza della serie è l’ambientazione: il pubblico scoprirà una straordinaria Chioggia e Venezia invernali, addobbate a festa con le luminarie. Sono due location che si vedono raramente per una serie e che sono segno di un grande budget affidato alla produzione.

I 6 episodi di Odio il Natale sono nel formato breve di circa 30 minuti e scorrono via molto velocemente. Nei primi due visionati per questo post, non ci sono tempi morti o buchi di trama. Altra caratteristica narrativa è che spesso Pilar Fogliati si rivolge direttamente allo spettatore, andando oltre la cosiddetta “quarta parete”.

Molto riuscita la storia con il disabile Carlo che è tutt’altro nel solco del classico pietismo. Anzi, mostra come anche una persona con problemi fisici possa mostrarsi ben più coraggiosa e avanti, addirittura “troppo”, per chi invece rimane bloccato nella vita solo da freni psicologici.

In definitiva, Odio il Natale è una gradevole produzione comica, molto attuale visto che nel 2022 i single hanno superato le coppie con figli. Tempi giusti, ritmo veloce, situazioni buffe senza scadere nell’estremismo, location da sogno.

Altri personaggi che incontrerete nella serie: Alessio Praticò (Mario), Marcos Vinicius Piacentini (Thomas), Glen Blackhall (Umberto), Alan Cappelli Goetz (Diego), Gabriele Falsetta (Patrizio) e Simonetta Solder (caposala), mentre Marzia Ubaldi interpreta Matilde, l’anziana paziente dell’ospedale con cui la protagonista si confida.

Alla regia i CRIC (Davide Mardegan e Clemente De Muro), mentre la sceneggiatura è firmata da Elena Bucaccio, Viola Rispoli e Silvia Leuzzi. La serie è prodotta da Matilde e Luca Bernabei per Lux Vide, Società del Gruppo Fremantle.

Ruben Trasatti
Ruben Trasatti
Giornalista pubblicista. Fondatore di TeleNauta. Specialista in creatività, testardo, idealista. Vado a scovare gli ascolti dei canali europei, format e serie tv, anime giapponesi. Collaboro per il settimanale Telesette.

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